Oggi sono triste …

Oggi sono triste … penso a tante cose. Penso e sono incapace di concentrarmi, di fare qualcosa di buono… oggi sono triste ma domani sarò forte ed allegra come al solito.

A volte capitano dei giorni così, in cui ci si sente un po’ più deboli, manca quella famosa Energia positiva… questo é il conto che a volte viene presentato dalla signora Solitudine.
Non c’é nessuno che ti possa veramente capire, nessuno da cui trarre conforto… nessuno da cui attingere Energia.

Divento asociale. No, gli amici preferisco vederli quando sto bene e sono allegra… per trasmettere la mia positività in cambio, non per rubarla. La negatività la lascio esaurire in me stessa.

A volte, di essere tristi si sceglie!
Sono convinta che tutto sia controllabile, ci vuole però tanta forza… in realtà oggi sono triste ed ho scelto di esserlo, o meglio: di rimanerlo! A volte bisogna lasciare spazio alle emozioni, é bello non doverle contrastare.
Domani le controllerò e sceglierò di essere felice!

Così penso a tante cose, penso alla mia famiglia, a mio fratello e gli amici di Tenerife che rivedrò presto. Penso a mio padre, a quanto oggi, come non mai nella mia vita, capisco di volergli bene, ai miei nipotini che vedrò domani, per cui devo riprendermi in fretta per trasmettere loro solo energia positiva.

Penso… sono triste ma serve per pensare a tutte le persone a cui voglio bene e mi rendo conto che loro hanno la loro vita ed io la mia.
Penso ad altri, simili a me, con cui vorrei passare più tempo …. difficile trovare un equilibrio … anche loro hanno la loro vita. Quindi sono triste, perché anche in questo caso le emozioni vorrei lasciarle fluire ma non si può, devo controllarle.

There is no reason not to follow your heart” (Non c’é nessuna ragione per non seguire il tuo cuore) disse qualcuno.
Non sono d’accordo! A volte una ragione c’é.

Ora sono giunta ad un altro bivio, come spesso se ne incontrano. E quel bivio ha i sentieri in salita… sempre…tutti.
Cosa che non succede quando si viaggia sui binari, vie sempre pianeggianti, di facile percorrenza… anzi ci si lascia trasportare dalle rotaie.
Lungo i binari i paesaggi sono sempre uguali, senza emozioni, tanta nebbia, nessun bel panorama, solo sporadico, la linea dell’orizzonte ben marcata di fronte a te, sempre la stessa.

Fuori dai binari, i panorami sono mozzafiato, l’orizzonte non si vede o cambia spesso, non si sà cosa ti aspetta domani. Solo la speranza, un giorno, di arrivare alla vetta e solo da lì vedere l’orizzonte limpido davanti a te.

Insomma il percorso fuori dai binari é bellissimo ma quando si giunge ad un bivio, c’è sempre un senso di insicurezza. Compaiono mille dubbi, ci vuole molto coraggio. Ci si ferma un attimo, si pensa al passato, alle scelte prese. Si osservano le strade del futuro. E ci si chiede tante cose.
Quale è la direzione migliore? Avrò forza e coraggio per affrontare la salita? Sarà sufficiente? Dove mi porterà… perché?

Tante domande, poche risposte.

Domani la penserò diversamente e sarò pronta ad impacchettare tutte le mie cose, metterle nello zaino e scalare il sentiero per raggiungere la vetta… sarò convinta, felice e sorridente. Solo quando sarò lì sopra vedrò l’orizzonte. Vicino!

Oggi lasciatemi essere triste. Domani sarò felice!

La Religione, i Fantasmi e l’Energia

Negli ultimi mesi mi sono avvicinata particolarmente al mondo spirituale e soprannaturale. La gente é portata a credere solo a ciò che vede ed é provabile scientificamente. In realtà mi rendo conto che, seppur denigrato, l’argomento intriga, appassiona ed interessa.

Quasi per scherzo e in maniera provocatoria, negli ultimi giorni mi avete sentito parlare di fantasmi e di extraterrestri… pensando che sono diventata pazza.
Perchè se dico che credo in Dio non mi prendete per pazza? Non é la stessa cosa?
Ah no! Dio, pur essendo scientificamente NON provabile, é stato approvato dalla massa e tramandato nel corso dei secoli. Come se la vecchiaia e la massa credente giustificasse una pazzia generale a livello mondiale.
Come sempre il popolo é persuaso a seguire la massa, in questo caso la persuasione si chiama Religione.

Come le mode, ciò che é accettato dalla massa critica é bello, ne siamo inevitabilmente influenzati. Inoltre, seguire la massa non implica dover pensare con la propria testa e di conseguenza evita ogni rischio di essere giudicati. Più facile, no? Anzi saremo giudicati se diciamo di non credere!

Perché se dico “mi converto al buddhismo” sono pazza, mentre se dovessi dirlo in Asia, sarebbe normale? Semplice, la massa la pensa come me.

Vi invito fortemente a guardare questo documentario di composto da 5 parti.
L’illusione di DIO.

Probabilmente ora sarò scomunicata da Don Ennio, il prete di Pino L.M., che tanti complimenti mi ha fatto per le mie riflessioni nel post “Domanda ad un astronauta“.
Sono contenta che gli sia piaciuto e sono felice di averlo sentito parlare e riflettere, per la prima volta nella mia vita, di spiritualità non referendosi alla religione.

Ora, non sto dicendo che Dio non esiste, non lo sò… probabilmente si. L’essere umano, fin dalle sue origini, ha sentito la presenza e la necessità di un qualcosa che va oltre la vita terrena, ne ha bisogno per avere una linea di guida, per dare delle spiegazioni ad eventi inspiegabili, per trovare supporto alle sofferenze.
Se questo Dio li aiuta a superare le difficoltà, ben venga! Poi insomma…. viviamo in un mondo incredibile, bellissimo, di perfetto equilibrio ed armonia. Cosa e chi l’ha progettato e creato? Gli animali… e l’uomo … ahhh, anche Charles con la sua Teoria dell’Evoluzione, ha sempre combattuto interiormente con l’esistenza di Dio.

Cosa dà la vita ad un corpo? Io lo penso sempre guardando la mia nipotina: una bambolina bellissima a cui é stata data la vita, si muove, parla, pensa… non é incredibile?
A volte, perfino ammazzare una mosca noiosa mi riesce difficile… soffro vedendo un pescatore infilzare un verme nell’amo… é una vita e di conseguenza un evento fenomenale, un corpo la cui vita non può essere restituita.

In questi giorni per la testa mi frullano questi pensieri spirituali, paranormali e religiosi, alimentati dagli eventi soprannaturali del Tripraduno e dalle riflessioni religiose del Tripluca che spiega il suo punto di vista in Religion Explained.

Io non mi reputo una persona totalmente materialista, lo ero ma sto cambiando. Il viaggio mi ha cambiato anche da questo punto di vista.

Quindi mi analizzo e penso, qual’é la mia posizione di fronte a tutto questo?

Nello stesso modo in cui metto in dubbio l’esistenza di un Dio (un dato di fatto per molti), dò la possibilità ai fantasmi, (una fantasia per molti), di esistere. Ma sinceramente sono cavoli loro, ci penserò in punto di morte, vivo e li lascio vivere. Non mi disturbano.

Io piuttosto credo nell’ Energia.
Non mi riferisco ad Energia Nucleare e neanche a quella eolica, idroelettrica o solare. Credo che ogni luogo possegga una propria Energia, generata dalla propria bellezza e dagli eventi avvenuti in passato.

I più sensibili “sentono” questa Energia, i più mistici la trasformeranno in fantasmi mentre i più distratti, scettici e materiali non si accorgeranno di nulla ma sicuramente saranno sopraffatti da una innegabile sensazione di benessere vedendo un luogo bello, oppure di malessere attraversando un posto oscuro, tenebroso, o dove é successo qualcosa di brutto.

Lo stesso succede con le persone:
ce ne sono alcune che con la loro sola presenza e sorriso irradiano benessere, altre invece che, parlando solo di cose negative, lamentandosi della vita, inquietano e fanno star male, rubando inconsciamente le forze degli altri. Questa forza si chiama Energia.

In Sud America, probabilmente spinta dalla costante necessità di attenzione e sicurezza, ho sviluppato la grandissima capacità di capire le persone. Mi bastava guardarle, captare la luce dei loro occhi, per comprendere se potevo fidarmi o no.
Sono sicura che questa mia “intuizione” mi ha aiutato spesso ad evitare spiacievoli situazioni. In diverse occasioni ho avuto modo di verificare la mia capacità, dimostratasi quando, per vari motivi non ho voluto/potuto seguire il mio istinto. Ecco, io questa la chiamo Energia, sapevo cogliere la positività o negatività dalle persone. Specialmente in Colombia, dove gli occhi delle persone brillano in modo particolare, le brutte persone sono opache. L’energia brilla.

Il trucco per stare bene ed essere felici, é cercare di “caricarsi” il più possibile di Energia positiva:
circondarsi solo di persone piacevoli e simpatiche, evitare quelle inutili e negative nei confronti della vita; stare il più possibile in mezzo alla natura, apprezzando e godendo della sua bellezza. Nello stesso modo donare la propria positività agli altri.

Il mio ultimo viaggio in Sud America mi ha avvicinato a questo mondo, in Perù mi é capitato in mano (per caso? A questo punto penso di no) il libro “Las nueve revelaciones” ( “la profezia di san celestino” in italiano). Spiega dettagliatamente l’energia, inoltre secondo questo scritto, tutte le intuizioni, il destino, gli incontri, non sono semplici coincidenze, tutto capita per un motivo.
Dopo averlo letto ho ripensato alla mia vita, alla strada che ho intrapreso negli ultimi anni, alle persone che ho incontrato, ricostruendo il tutto mi rendo conto che nulla é accaduto per caso… ancora mi chiedo dove mi porterà!

Anche se le rivelazioni (i manoscritti) descritte nel libro, sono solo una invenzione dell’autore (chi lo sà), credo che il libro trasmetta un messaggio importantissimo. Invito tutti a leggerlo, perlomeno per capirne gli insegnamenti, per imparare a vivere meglio in armonia con la natura, con la bellezza, per vederla ed apprezzarla, con la gente che ci circonda e se si vuole anche con Dio.

Ora, non catalogo questa Energia nel mondo soprannaturale ma semplicemente in qualcosa di terreno che rimane all’interno della nostra atmosfera terrestre o chissà… forse influenzata dalle stelle…

Un modo per vedere la vita in modo meno razionale e più contemplativo.
L’ Energia scorre intorno a noi, dobbiamo saperla cogliere e lasciare fluire.
Se tutti lo facessero si creerebbe un mondo migliore.

Domanda ad un astronauta

Uh, mi accorgo solo adesso che é da giugno che non scrivo più sul blog… se dico che mi manca il tempo non mi credete, vero?
Ok, come un paradosso, é proprio quando si viaggia, quando la vita é intensa e il tempo scarso che ci si ritaglia angoli più assurdi per se stessi. In Sud America non dormivo pur di scrivere un articolo, per poter immortalare le innumerevoli emozioni e avvenimenti e vi assicuro che la scrittura non é una delle mie migliori doti o passioni, non mi risulta assolutamente facile e naturale, ho bisogno di parecchio tempo per cercare di essere perlomeno comprensibile.

Oggi, rileggendo i miei vecchi post mi accorgo delle mie frasi dislessiche ma sono contenta perché rivivo emozioni che altrimenti si sarebbero affievolite o distorte col passare dei giorni e dall’ esperienza acquisita per strada. Ed insomma, spero di aver portato, chi mi leggeva, in viaggio con me per i 5 min di racconto.

Ora, in Italia sul mio stupendo Lago Maggiore da ormai quasi 4 mesi, mi accorgo di non aver molto da raccontare, la mia voglia di scrivere nasce dalle emozioni, emozioni forti che si vivono quotidianamente in viaggio.

Bhe, oggi sono qua perché il cuore ha qualcosa da dire. Scrivo perché in effetti parecchie emozioni le abbiamo provate in questi giorni a Pino Lago Maggiore.

Il paese é volato virtualmente e psicologicamente nello spazio, tra le stelle, a bordo della ISS (Stazione Spaziale Orbitante) grazie alla visita di due astronauti:
Michel Tognini francese, il direttore della EAC (European Astronaut Centre) di Colonia – sede tedesca della ESA (Agenzia Spaziale Europea) – é ormai di famiglia, tutti gli anni viene a Pino a trascorrere una settimanella tra di noi.
Quest’anno un austronauta italiano della provincia di Milano Paolo Nespoli é stato 6 mesi nello spazio sulla ISS e Michel, vista la vicinanza ci ha organizzato un incontro con questo grande uomo, grande in tutti sensi non solo di statura 😉
Chi ha avuto la fortuna di assistere alla conferenza potrà confermare. Un vero grande evento nel nostro piccolo paesello.

Paolo é tornato a bordo della nave chiamata Terra da solo 3 mesi, quindi aveva emozioni fresche da trasmetterci.

Paolo la sera a tavola spiegando la teoria della grandezza di un fazzoletto a disposizione di un astronauta. Michel lo guarda perplesso…

Dopo un introduzione di Michel Tognini (in inglese), Paolo Nespoli ha incantato la folla con i suoi video, le sue foto scattate personalmente dalla stazione ma soprattutto con i suoi racconti e curiosità. Ma poi Paolo sà come intrattenere la gente, ci sà fare con i bambini che alla fine hanno avuto spazio per le domande.

Anche io avevo una domanda… ma é stata in parte risposta durante la serata senza che io la ponessi, quindi ho lasciato spazio alla deduzione ed alla timidezza.

Ammiro questi uomini… non tanto per quello che fanno ma per la loro determinazione a raggiungere i loro sogni. Sono astronauti, era il loro sogno da bambini. Hanno studiato, lottato, quasi mollato, certo hanno avuto tanta fortuna ma soprattutto ci hanno creduto! Un grande sogno realizzato, la dimostrazione vivente che i sogni, anche quelli che sembrano impossibili, si possono realizzare, basta volerlo!
Perché in fondo credo che il loro non sia un vero e proprio lavoro: una vita durissima, di sacrifici, di rinunce, … ampiamente ricompensate dalla soddisfazione di seguire la loro filosofia di vita, di scoperta, di ricerca e di progresso, probabilmente in un qualche qual modo a sfondo egoistico, nel senso buono della parola, nel realizzare il proprio sogno di viaggiare nello spazio… perché alla fine é l’egoismo che guida l’uomo nelle sue migliori imprese per un profondo, e a volte inconscio, autocompiacimento. (ma questo é un altro discorso)

Lo conferma la frase di Paolo, che dal suo egoismo si nota la complementazione di un grande altruismo, un messaggio per il mondo dallo spazio:


Guardate avanti e puntate sempre in alto, le stelle non sono poi così lontane! Messaggio dallo spazio.

Un spinta motivazionale per i bambini che vogliono diventare astronauti ma in realtà, un fondamentale messaggio di vita per tutti.

Mi chiederete giustamente, qual’era la domanda che volevi porre?
Eccola, la scrivo come rivolta direttamente a lui ma in realtà non lo é… o chissà magari un giorno Paolo, nello stesso modo in cui é arrivato a Pino, leggerà questo blog e vorrà rispondermi. Anche se in fondo credo di sapere già la risposta. NON sarò breve:

Paolo, la mia domanda non c’entra niente con la religione ma qualcuno a Pino ti ha chiesto se in questi 6 mesi nello spazio ti sei sentito più vicino a Dio. Tu rispondendo e cercando gentilmente di evitare questo scomodo argomento ti sei difeso diplomaticamente definendoti un “meccanico dello spazio” che certe domande andrebbero fatte ad un prete o uno psicologo mandato nello spazio e che tu eri in grado di rispondere solo a domande prettamente tecniche.

Io non voglio credere a questo tuo estremo materialismo che hai voluto trasmetterci, quindi ti pongo la mia domanda che ripeto, non spaventarti, non é religiosa.

Come tutti sappiamo, la nostra società é orientata sempre di più verso il capitalismo ed il consumismo, tra le più grandi rovine della nostra era moderna e della nostra “umanità”.
La gente vive freneticamente, con i paraocchi e si preoccupa solo di ciò che succede nei loro 10km quadrati, non pensa, non vive veramente, appare e non é.
Secondo me però questo deterioramento e spreco di un essere così evoluto chiamato Uomo é dovuto in gran parte ad una semplice piccola enorme ragione:
non si vedono le stelle!

Mi spiego: in contemporanea al tuo viaggio spaziale, da dicembre a maggio 2011, ho realizzato anche io un mio piccolo grande sogno: un viaggio in Sud America.
Un giorno a 4000 mt di altezza, nel mezzo di un lago, ho potuto godere di uno degli spettacoli più belli ed emozionanti della mia vita che credo poche persone abbiano provato, io stessa non lo conoscevo… Il cielo stellato… ma stellato veramente.
Una emozione talmente grande da non poter staccare lo sguardo dal cielo, da non poter chiudere la bocca … le stelle mi lambivano il viso come lampioni ed un bozzolo di emozioni mi faceva su e giù dallo stomaco al cervello, velocemente.

Tante stelle quante tutti i granelli di sabbia di tutte le spiagge del mondo intero
hai detto l’altro giorno a Pino ma io credo che ce ne siano di più,  forse infinite? Chi lo sà … magari un giorno lo scoprirete.
Insomma tante stelle che nel nostro mondo moderno, capitalista, estremamente illuminato, come dimostrano le tue foto, non vediamo più! Un disastro… quante stelle vediamo a Pino? O peggio a Milano?
Sono dell’opinone che questo sia uno dei più grandi problemi del nostro mondo moderno! Non si vedono le stelle e non ci interessa vederle, in realtà non sappiamo della loro esistenza. L’ho notato anche dalla scarsa partecipazione a questo evento dei giovani di Pino, Tronzano e i paesi limitrofi.

In un certo qual modo questo viaggio mi ha cambiata, e questo cambiamento é dovuto anche alla visione di questo universo, mi sono sentita e mi sento più vicina al cielo e più lontana dalla terra, dal suo modo di vivere.
Il cielo stellato fa pensare… pensare all’universo, al mondo, alla vita, agli altri, a se stessi!
Lo dimostrano le antiche civiltà sudamericane, che hanno sempre scrutato il cielo notturno per cercare di comprendere le leggi dell’universo anche e soprattutto in maniera spirituale. Noi lo facciamo ancora solo attraverso astrofisici, astrologi e di voi, astronauti e non voglio credere che dietro a tutto ciò ci sia solo un motivo scientifico.

L’altro giorno hai detto che in realtà nello spazio non si vedono tante stelle perché la stazione é rivolta verso il basso (basso?), ok verso la terra, quindi non é facile guardare in direzione “spazio infinito”.

Ma mi chiedo, tu che in mezzo alle stelle ci sei stato,  tu che hai guardato noi piccole formichine dall’alto del cielo, impegnate a litigare con il vicino di casa quando lì fuori esiste un universo infinito…, come é cambiata la tua visione della vita, di te stesso, delle altre persone, del mondo? Hai cambiato alcuni comportamenti in relazione agli altri? Ti senti diverso dopo questa (o la precedente) esperienza?

Non sò bene come porre questa domanda ma insomma, te la pongo anche in maniera più materialista:
un soggiorno nello spazio, in assenza di gravità e condizioni completamente diversi da quelle all’interno dell’atmosfera terrestre, può secondo te influire/alterare la mente umana?

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Tra parentesi, la ISS é passata sopra le nostre teste proprio durante la serata. La stazione spaziale orbitante é visibile ad occhio nudo. Se volete vederla anche voi, impostate la vostra posizione in questo sito: heavens-above.com

E voi, che domanda fareste ad un astronauta?

I need KISS

Non vi sto dicendo una novità, semplicemente nel mio ultimo viaggio in Sud America ne ho avuto la conferma: l‘italiano non viaggia!
… o perlomeno, non viaggia con lo zaino!
In 5 mesi, tra Colombia, Equador, Perù e Bolivia, ho incontrato un solo connazionale che stava concludendo il suo giro attorno al mondo (tra l’altro anche molto simpatico e carino), i pochi altri erano o vacanzieri o residenti.

Spesso mi sono chiesta il motivo per il quale l’italiano, rispetto alle altre nazionalità del mondo, rinuncia ad una così importante esperienza della vita: la scoperta di altri popoli e culture.

Ci si potrebbe soffermare a lungo su questo tema, io ora la semplifico così:
colpa delle bollette.
Bollette da intendere come debiti: del mutuo, della macchina ma anche semplicemente dell’affitto, della luce, del gas, Sky, palestra, etc… Chi più ne ha, più ne metta.

Ci si fa incastrare in un circolo, dal quale é difficile uscirne e non permette di coltivare le proprie passoni, di viaggiare, di essere libero! Diciamo, questo post é rivolto a coloro i quali vorrebbero viaggiare ma non lo fanno, perchè pensano di non poterlo fare. (Prendo di mira il “viaggiare” perché é il tema centrale di questo blog ed é la mia passione ma é solo un esempio)

Come si può partire quando alla fine di ogni mese si hanno una serie di pagamenti da saldare, con contratti che durano mesi, magari anni…? Come si può lasciare tutto e andarsene? Impossibile!

In realtà io la soluzione ce l’ho!
La soluzione é K.I.S.S.! Keep it simple stupid! La vita.

KISS é un acronimo usato in design ed in informatica, per riuscire ad avere una maggiore efficenza, rispettivamente nel codice e nello stile. Io lo uso per la mia vita!
Mantenere la mia vita semplice é l’unico modo per sentimi veramente libera. Tutto ciò che implica un impegno maggiore di qualche mese, mi soffoca… mi fa paura!

Le persone pensano che io non faccia niente, che sia una hippy mantenuta dai miei genitori! In realtà semplicemente non voglio farmi imprigionare dalla società ed inseguo i miei sogni. E guarda un pò, inseguendo i miei sogni riesco a mantenermi.
Nella mia vita, i miei genitori non mi hanno mai dato più del minimo indispensabile, materialmente parlando. Ho ricevuto però tanto amore e attenzioni.
Da bambina ereditavo tutto dai miei fratelli maggiori, dai tempi delle medie mi pago le scarpe da sola. La mia prima BMX, poi il motorino e la prima macchina me li sono pagata con i risparmi di lunghe estati a lavorare dal mitico Armando!
E probabilmente per questo, ho imparato ad apprezzare ogni piccolezza della vita.

In seguito, entrando nel mondo del lavoro, ho rischiato anch’io di oltrepassare la “soglia” e di essere imprigionata dalle bollette. Ma per fortuna da bambina ho picchiato la testa (cit) e le cellule danneggiate del mio cervello mi hanno fermato, fatto mollare tutto e partire in tempo. Fiuuuuuu!

Lo ammetto, all’inizio é stata dura, soprattutto abituarsi a stare sola… ed ora, il “stare sola”, è quella cosa a cui proprio oggi, troppo spesso non riesco a rinunciare.
Ho capito fin troppo bene quanto la libertà sia importante, l’ho capito talmente bene che i miei progetti futuri non superano i 6 mesi. A volte é difficile, soprattutto quando si é in Italia e piove per settimane intere. Quando sono triste mi é difficile relazionarmi con gli altri ma poi basta un giorno di sole per ringraziare tutte le scelte prese, ringraziare di essere in questo posto fantastico che é il lago maggiore e pensare che in ogni momento, nel giro di poco tempo, posso prendere lo zainetto ed andarmene… viaggiare! Non faccio caso alle battute maligne e alla gente ignorante. Tutto mi passa indifferente.

I need KISS, in tutti i sensi ma ora intendo: La vita!

Posto l’ultimo video del mio viaggio nella foresta amazzonica, non solo per le immagini che mostrano i bisogni della vita ridotti ai minimi termini ma soprattutto per la canzone di Eddie Wedder – Society: esprime esattamente ciò che dico nel post.

Quindi
Keep it simple, Stupid! 😉

Piccoli pensieri sulla costa Ecuadoriana

INVERNO O ESTATE
Canoa 15.02.2011
E’ inverno qua sulla costa pacifica a sud dell’equatore …. se penso logicamente siamo, anche se per pochi km, nell’emisfero australe, quindi dovrebbe essere estate… mhh, tra la gente c’è un po’ di confusione a proposito…
In realtà in Ecuador non esistono le stagioni come da noi ma solo stagione umida e stagione secca. Febbraio é la stagione della pioggia, quindi é inverno. Punto.

LA BIMBA
Canoa 16.02.2011
Sono qua, comodamente seduta nella open-air reception dell’albergo dove siamo alloggiate io e Alex, riparata solo da un tetto di paglia. Piove forte, anzi diluvia!
Stanotte sono stata svegliata da una goccia d’acqua che mi cadeva sul viso ad una intermittenza di 5 sec. Senza fare troppe storie, semplicemente mi sono spostata e ho continuato a dormire. Per fortuna sopra le nostre teste c’era un altro piano ed infatti durante la notte ho sentito gridare e scappare gli inquilini. Non credo sia bello svegliarsi nel pieno della notte con il letto allagato.
Oggi quindi cambiamo e ci sposteremo in un altro albergo in riva al mare, tra l’altro più economico e con WIFI in camera.

Hotel in Canoa, Ecuador

La nostra casa in un hotel in Canoa, Ecuador

Mentre aspetto Alex, in attesa di andarcene, osservo una ragazzina di circa 14-15 anni che culla un neonato sull’amaca. E’ suo figlio… qua é normale! Dopo un po’ arriva una signora sui 55 anni, credo sia la nonna della ragazzina e la bis nonna del neonato. Discutono animatamente. Il bimbo le guarda silenzioso muovendo gli occhi al ritmo del dondolio dell’amaca. Diluvia… ma fa caldo. Osservo le gocce che si staccano dalle foglie palma del tetto … ascolto la pioggia e rimango assorta nei miei pensieri!

L’ESSENZIALE
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa, una piccola località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador. Un perfetto compromesso tra tranquillità e fiesta, local e turisti, sole e nuvole, sport e relax e finalmente sembrerebbe un posto sicuro… quasi surreale, dove il tramonto che toglie il respiro, la spiaggia chilometrica, le stradine sterrate, i baretti sulla spiaggia e i prezzi economici, fanno apparire questo paesino il paradiso sulla terra.
Per vivere… un costume, un pareo, buona compagnia e l’equivalente di 5 euro in tasca sono sufficienti. Le infradito sono solo un disturbo inutile. Off course, una connessione internet e il mio portatile. Stop. Non mi serve altro e sono una delle persone più felice al mondo.

Io Alex in Canoa, Ecuador

La vita sulla costa in Ecuador

CHIQUIRINGA
Canoa 22.02.2011
I ragazzi, tutti surfisti (l’unica cosa che si può fare qua), tengono il monopolio e il controllo della spiaggia. Sorvegliano tutti i movimenti. Per loro, le poche turiste che arrivano sono un diversivo, una distrazione alla loro vita spesso difficile. Si buttano senza paura o timidezza ed ammetto che alcuni ci sanno fare, aiutati dai loro corpi statuari scolpiti dalle onde del mare e il fascino tropicale. Capaci di far sentire la più racchia della europea, una fata! Attratti dalla diversità, bisognosi di uno scambio culturale e chissà forse anche dal sogno di poter scappare dal loro paese…. dal loro paradiso!
Chiquiringa (chiquita-gringa ovvero piccola straniera) così mi chiamano amorevolmente. Così mi sento in questi giorni, un angelo … la ragazza più bella del mondo … ma nello stesso tempo la più vecchia.
Purtroppo ci separa a volte la mentalità ed spesso un’ età troppo distante. L’età media non supera 23 anni !
Una differenza, per quanto mi riguarda, poco interessante e che al contrario, mi deprime alquanto.
Quindi torno alla realtà: mi rendo di non essere così bella … mi rendo conto di non essere così vecchia!

PILLOLE SURFISTE PERSONALI
Surfeare sopra una ola é la sensazione più bella al mondo!
Surfeare sotto una ola é decisamente la sensazione più brutta al mondo!

(ma sempre meglio che stare in ufficio)

Long board: easy surf, eavy paddle. Short board: easy paddle, eavy surf.
Ma non esiste una funivia che ti porta al point-break?

L’acqua salata non é buona da bere!

Surferare, o meglio, stare in mare con la tavola durante il tramonto non ha prezzo!

Tramonto in  Ecuador

Tramonto in Canoa

SUPER STARS PER UN GIORNO
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa una piccola sonnolenta località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador.
Durante la settimana ci sono poche persone: gli abitanti, una ventina di surfisti ed alcuni turisti. L’ambiente é rilassato e la spiaggia chilometrica sembra essere riservata tutta per noi.
Non chiedetemi che giorno é oggi. Oramai ho perso il senso del tempo e per la ora mi regolo in base al sole.
Ma quando arriva il Weekend a Canoa ci si accorge… eccome!
Il fine settimana il paese si trasforma nella Rimini Ecuadoriana invasa da cittadini Ecuadoriani, una pazzia incredibile.

Vi racconto che cosa mi é successo questo fine settimana:
Premessa – non me la sto tirando, voglio solo rendervi partecipi a ciò che ci é successo perchè mi sembra assurda anche a me. Troppo assurda!

Cronaca:
E’ domenica, sono seduta al tavolo del mio ufficio, (il tavolo del bar dell’albergo 5* a 5 euro a notte) sorseggiando l’unico caffè non istantaneo di tutta Canoa (un lusso). Osservo incredula l’afflusso di persone che si riversano in spiaggia, la musica proveniente dai baretti aiuta a creare l’atmosfera festaiola, la marea scende come per creare in spiaggia lo spazio necessario.
Osservare la gente é uno dei miei passatempi preferiti. Lo spettacolo mi affascina.

La gente in spiaggia, Ecuador

Gli ecuadoriani adorano sotterrarsi con la sabbia… no comment!

Dopo circa un’ ora decido di andare in spiaggia anche io a godermi il sole, trovo un fazzoletto libero dove piazzarmi. Dopo un po’ mi raggiunge anche Alex.
Ecco che improvvisamente da osservatrice, divento l’osservata, anzi le osservate!
Sembra che i cittadini Ecuadoriani (la maggior parte arriva da Guayaquil, la città più popolosa dell’Ecuador) non abbiano mai visto due ragazze straniere in vita loro. Dopo un attimo di titubazione inizia una assurda processione per fotografarsi con noi. Ci sentiamo una attrazione da circo! Uomini, famiglie, bambini che vogliono una foto con “Las Rubias” (le bionde) Porc… Addirittura un ragazzo ci ha chiesto se siamo delle Stars del cinema…. ahahah. Uff, non ridete troppo per favore, lo sò… sembra una barzelletta.
Per divertirci un po’ a volte mentiamo sulla nostra vera provenienza. Io la prendo sul ridere, Alex alla fine é più scocciata!
Uff, che fatica essere delle star! Non hai più la tua privacy! 😉

PESCE FRITTO E CIOCCOLATO
Canoa 19.02.2011
Il sabato mattina precedente stavo cercando di lavorare al mio progetto appartamenti sul lago maggiore nel mio favoloso ufficio/bar.
Il mio ufficio in Canoa, Ecuador

Il mio ufficio al mare
. Purtroppo la corrente o semplicemente la connessione viene spesso a mancare ed allora decido di leggere il mio libro. Due benestanti ragazzi ecuadoriani di fianco a me sono già in marcia bevendo birra alle 10 di mattina, giusto per combattere gli effetti alcolici della sera prima. Insomma, cominciano a parlare del più e del meno. Uno si occupa di auto… di rally… di corse illegali. Mi racconta un pò di storie avvincenti, inseguimenti della polizia, etc, come capita spesso qua in Sudamerica.
Vuoi una birra?” Mi chiede uno
No gracias” rispondo con una certa sicurezza. Ho appena bevuto il mio cafè con leche!
Continuiamo a parlare, Alex si unisce… I ragazzi seguono a suon di Cocktail (il nostro é un hotel Vip).
Allora, cosa bevi adesso?” mi chiede uno dopo mezzoretta.
Bueno, un Jugo natural de Pina, gracias” (un succo di ananas) rispondo, per non essere troppo antipatica e asociale.
Mi guardano quasi seccati della mia decisione astemia.
Arrivano le 12.30 … i ragazzi continuano a bere superalcolici e perfortuna per loro ordinano da mangiare. Mi allontano 10 min e quando torno vedo che stanno mangiando pesce fritto con salsa di cioccolato come se fosse Kechup, avete presente quella che si mette sul gelato?
Prova, es muy rico” (assaggia é molto buono) mi dicono.
Io, disgustata senza farlo notare Rispondo “No gracias, no tengo hambre” (grazie non ho fame)
Ohhh Lucia, tu me sorprende!” mi dice il ragazzo dopo i miei numerosi rifiuti!
Uff… io lo sorprendo!
Per quanto ci provi, a volte mi riesce difficile integrarmi ad una cultura.

IL VIAGGIO IN BUS
CANOA 17.02.2011
Il viaggio in bus non é un semplice spostamento per raggiungere un altra località, bensì una vera e propria avventura, una delle parti più interessanti del viaggio.
La sola azione di prendere un bus é un’ esperienza ogni volta unica. In Colombia per esempio i Bus partono in continuazione, c’è molta concorrenza tra le compagnie, gli addetti si mettono in strada per essere i primi a recuperare passeggeri. Non abbiamo quasi mai dovuto aspettare la partenza del bus, anzi il più delle volte siamo dovute salire correndo.
Spesso proprio questa fretta e concorrenza ci ha permesso di trattare il prezzo, anche se molto probabilmente i soldi se li intascava in nero il conducente, mah! Ma va bene così…. noi il prezzo basso, loro qualche soldino in più da aggiungere alla paga da fame.

In Ecuador mi sembra che tutto funzioni più o meno regolarmente anche se le emozioni non mancano.
Dopo avervi raccontato della mia esperienza in Colombia, documentata nel video presente nel post Colombia Adios , un’altra esperienza interessante l’abbiamo avuta nel tratto costiero dell’Ecuador tra Atacames e Canoa, la ruta del Sol.

Le due località distano solo circa 100 km ma il collegamento é scomodo perchè bisogna cambiare il bus ben 2 volte.
Dopo il primo cambio e la seconda tratta percorsa, per l’ultima ora di viaggio abbiamo preso una mitica Chiva, i coloratissimi bus tradizionali, senza porte e finestre, con solo delle panche per sedersi. Fantastico!
Arriveremo a destinazione?” mi chiede Alex appena partite.
Seguro! questi bus sono dei carroarmati” Rispondo io
Come non detto, dopo circa 20 min di viaggio un brutto rumore pone fine al viaggio.
Non mi intendo di motori ma giudicare dall’acqua che perdeva, credo si sia rotto il radiatore.
Opppsss, e ora? Ci restituiscono metà dei soldi del biglietto ed arrivederci…. :S

Niente paura, il trasporto non é un problema da queste parti. I bus di linea passano costantemente e si possono fermare ovunque. Ma quando?
Ok tranquille ci mettiamo ad aspettare sul bordo della strada in compagnia degli altri malcapitati che sembrano abituati ad avvenimenti del genere. Neanche 5 min e un pick up ci carica tutti sul furgone insieme alle banane, chiedendoci lo stesso prezzo del bus. Ehehe
Una esperienza interessante! 😀
Ecco il video!

IL MONDO E’ PICCOLO
Canoa 16.02.2011
Dopo che Alex é stata derubata in Colombia tutto si é risolto per il meglio:
passaporto provvisorio é stato rifatto all’ambasciata austriaca di Bogotà ed
il bancomat é già in Perù da un suo amico. Presto andremo a recuperarlo.
Per ora le presto io i soldi che mi restituirà con gli interessi o in cambio di lavori forzati di traduzione in tedesco al mio sito sul lago Maggiore… 🙂 Vedremo! Per il resto sono solo beni materiali. Il PC ce lo dividiamo.

L’altro giorno Alex stava guardando le sue mail quando la sento gridare in lontananza.
Que pasa Alex???” Le chiedo spaventata…. con lei non ci si annoia mai! 🙂
Corro da lei che mi guarda senza respiro…
Non ci crederete. Vi ricordate di G., il nostro compagno di viaggio in Colombia?
Ci ha scritto una mail. “Sono a Canoa per 3 giorni, voi dove siete?

Il mondo é piccolo… ma un villaggio come Canoa può essere molto, molto grande! 😉

SURF SEXO DROGA E REAGGAETON
Canoa 25.02.2011
Questa é il ritmo costante della vita locale nella playa ecuadoriana. Due settimane tra Atacames e Canoa, rispettivamente 3 e 12 giorni. Amata, odiata, amata, amata, amata… Canoa é stato un turbine di esperienze ed emozioni… amicizie e discussioni che fanno crescere, soprattutto una campagnola come me! Un impatto piuttosto forte veder girare cocaina come se fosse marijuana (e quest’ultima quasi inesistente a confronto).
In Colombia non ne ho vista tanta tra la gente locale, nonostante il prezzo sia la metà che in Ecuador… o forse in Cali, come dice Pietro la situazione é diversa che nel resto della Colombia. O forse posso solo confrontare le mie esperienze. Insomma per i ragazzi che ho incontrato e frequentato, ho avuto questa impressione.

L’impatto sulla costa é stato difficile, la gente vive all’insegna della trasgressione… tutta la vita! E anche se al principio mi disturbava essere trattata come la turistella gringa con la quale tutti ci provano, ho presto imparato a trattare la situazione ed ammetto che alla fine, io ed Alex, ce ne siamo andate da Canoa con una lacrimuccia sulla guancia.
Lasciamo un posto stupendo, lasciamo il sole, lasciamo persone che alla fine si sono rilevate buoni amici ma soprattutto lasciamo il surf…. porc proprio oggi che sono riuscita a surfare una “ola” senza schiuma! Di questo passo imparerò a surfeare a 52 anni!
Va bhe, una scusa per tornare. Per adesso… premo quel pulsantino a cui é sempre difficile accedere “RESET” e si ricomincia per nuove avventure.
Selva ecuadoriana arriviamo! 🙂

Amici surfisti, Ecuador

Amici surfisti in Canoa